L’ottava edizione del festival delle geografie affronta uno dei temi più affascinanti e profondi del rapporto tra Terra e umanità: quel discorso sulle acque dolci terrestri che da sempre hanno permesso la sussistenza, la nascita e l’evoluzione delle civiltà umane, e che continuano, oggi più che mai, a determinare la storia sociale e politica delle comunità che vivono nei loro bacini idrografici.
L’acqua diventerà racconto, domanda, sfida. Parleremo inevitabilmente dell’emergenza idrica globale e delle sue conseguenze sul piano sociale, economico e politico; dell’acqua come risorsa, come diritto, come oggetto di contesa e di scambio, come potenziale minaccia; ma parleremo anche dell’acqua come desiderio e ispirazione, di quel legame profondo che lega da millenni gli uomini e le donne ai fiumi che hanno attraversato, abitato, custodito.
La lunga storia della relazione tra l’umanità e i fiumi ci permetterà di affrontare moltissimi temi particolari: le avventure delle esplorazioni, il fascino della navigazione e del turismo fluviale, i tanti modi in cui i fiumi hanno plasmato insediamenti e processi produttivi; e questo con uno sguardo speciale sull’abbondante idrografia del territorio brianzolo e lombardo, e sui fiumi a noi vicini, dal Lambro all’Adda, di cui raccoglieremo narrazioni e testimonianze.
STORIE DELLA RISORSA ACQUA
L’acqua dolce disponibile per le persone sul pianeta è pochissima: quella facilmente accessibile, contenuta nei corpi idrici, è meno dell’1%, e sta peggiorando per qualità e distribuzione. Un mondo sempre più assetato vede crescere i consumi e l’impronta idrica globale: le falde freatiche si abbassano e si deteriorano, i principali corpi idrici sono depauperati nelle loro portate da prelievi sempre più esigenti, le immissioni di inquinanti sono sempre meno compensate dai processi di auto-depurazione, mentre si cerca con scarso esito di contrastare localmente processi di desertificazione, acidificazione, eutrofizzazione e dissesto idrogeologico.


STORIE DEL DIRITTO ALL’ACQUA
Un diritto umano universale negato a un quarto dell’umanità. Alla scarsità fisica si aggiunge quella economica, quando le comunità non dispongono delle infrastrutture necessarie o quando la risorsa viene trattata come merce, sottratta al bene comune e piegata alle logiche del mercato. L’obiettivo n.6 dell’Agenda 2030 garantisce l’accesso universale all’acqua da bere e ai servizi igienici con un prezzo accessibile e una gestione efficiente e sostenibile: è quindi un diritto che deve essere garantito dagli Stati e dalla comunità internazionale. Invece, il Rapporto OMS-Unicef del 2024 evidenzia che 2,1 miliardi di abitantinon possiedono ancor oggi nella propria abitazione un accesso continuato e sicuro all’acqua potabile e 3,6 miliardi di persone utilizza servizi igienici senza adeguato trattamento dei reflui. Le conseguenze sono drammatiche: l’OMS stima 1,4 milioni di decessi ogni anno.
STORIE DELLE GUERRE PER L’ACQUA
La consapevolezza del valore dell’acqua ha accompagnato l’uomo e la donna fin dal Neolitico: i progressi più significativi dell’età antica si sono realizzati nell’alveo di civiltà idrauliche – mediorientali, indiane e cinesi – fortemente influenzate dalla necessità di gestire e tutelare le risorse idriche. Fin da allora, inoltre, le acque fluviali e lacustri sono state oggetto di contesa ed appropriazione, come lo sono tuttora: basta pensare al Tigri e all’Eufrate, al Giordano, al Nilo, all’Indo, al Mekong, le cui acque sono la posta in palio di conflitti di natura geopolitica tra Stati upstream e Stati downstream; conflitti combattuti a colpi di sbarramenti, canalizzazioni e diversioni in cui spesso l’interesse particolare ha prevalso su una logica ecologica di rispetto e tutela integrata dei bacini idrografici, con conseguenze catastrofiche in termini geologici, climatici e biotici.


STORIE DEI DISASTRI DELL’ACQUA
Con un apparente paradosso, accanto alla scarsità cronica e crescente, i fiumi sono da sempre protagonisti di eventi estremi di inondazioni ed alluvioni che hanno funestato tutte le epoche, causati dagli stessi crescenti squilibri dei cicli idrologici. Adesso però, a differenza che in passato, conoscendone le origini e le dinamiche, e in possesso di ben altri strumenti di intervento e previsione, la mancata prevenzione dei disastri e dei danni sono ben diversamente colpevoli. Sarà quindi interessante riflettere, con l’aiuto degli storici e dei tecnici, sui disastri del passato e sulle minacce incombenti.
STORIE DI PASSIONE PER L’ACQUA
L’acqua dolce non è solo emergenza: è poesia, simbolo, immaginazione. Dal mito di Narciso in poi, sempre i fiumi sono stati luogo di rispecchiamento e riflessione, metafora dello scorrere dell’esistenza e delle età della vita: la sorgente impetuosa della giovinezza, la grande portata matura che trasporta e deposita esperienza. Da sempre i fiumi sono confine, e in quanto tali definiscono l’identità territoriale delle comunità: non a caso il ponte è la metafora più frequente quando si esprime la volontà di incontro e riconciliazione con l’altro-da-sé. Per la loro forza evocativa hanno da sempre ispirato letterati ed artisti, tanto nella cultura italiana che mondiale, da Petrarca a Ungaretti, da Conrad a Neruda, da Canaletto a Monet; in questo festival cercheremo di raccogliere la bellezza di queste eredità culturali e di rinnovarne il fascino con nuovi racconti e rappresentazioni. Forse, oggi più che mai, la suggestione e la magia dei paesaggi fluviali e lacustri è accentuata dalla consapevolezza della loro precarietà.


STORIE DI PAESAGGI FLUVIALI
Quest’anno, forse più che nelle edizioni precedenti, non potremo evitare il piacere della narrazione e della descrizione. Attraverseremo la straordinaria varietà delle forme fluviali – fiumare, torrenti, alvei in secca, uadi, delta interni, meandri morti, foci deltizie, paludi costiere e estuari profondi- e le molteplici soluzioni di insediamenti ed esperienze antropiche realizzate sui fiumi, dalle comunità palafitticole dell’area amazzonica agli enormi porti sugli estuari come Rotterdam o Londra. Reporter, narratori di viaggio, fotografi e documentaristi ci accompagneranno alla scoperta della meravigliosa multiformità dei paesaggi fluviali.
la foto di copertina è di brian beckwith