Georgia e Armenia

Il Festival delle Geografie a partire da quest’anno inaugura: I Viaggi con il Libro del Mondo.

La dimensione del viaggio abita il Festival fin dalla sua prima edizione (dedicata agli “Esploratori”). Quest’anno dai viaggi raccontati e immaginati passiamo all’azione e proponiamo un viaggio reale, sperando sia l’inizio di un ciclo di esplorazioni che vorremmo caratterizzasse il percorso del Festival ogni anno. 

Un’occasione per tornare a toccare con mano alcuni dei luoghi o dei temi affrontati nelle diverse edizioni del Festival, un modo per aprire uno spazio in più di condivisione col pubblico del Festival, che cresce anno dopo anno.

Saranno viaggi fatti con l’idea di condividere un percorso senza paura di abbandonare le strade principali, a favore di quelle secondarie, ma proprio per questo curiose e ricche di storie.

I viaggi saranno sempre condivisi con e accompagnati dagli organizzatori del Festival, cercando di aggiungere col racconto elementi interessanti per la comprensione delle realtà visitate; in questo primo viaggio l’accompagnatore sarà Alfio Sironi, insegnante, geografo e appassionato di cose caucasiche. 

Il viaggio proposto è un viaggio essenziale per iniziare a scoprire la complessità del Caucaso meridionale, percorrendo un variegato itinerario che congiungerà la capitale georgiana a quella armena.

 Zona di frontiera tra grandi potenze imperiali che hanno lasciato le loro tracce –  da ultime quelle persiana, russa e ottomana – ma anche passaggio fondamentale, crocevia tra Asia e Europa, tra mondo russo e Medio Oriente. Culla di civiltà e lingue antichissime e complesse, sopravvissute in territori ambigui e cangianti.

Nel nostro percorso incontreremo grandi spazi naturali e luoghi ricchi di storia, le cime dell’alto Caucaso russo, la multiforme Tbilisi, i più antichi monasteri dell’Armenia, andremo al confine tra Georgia e Azerbaigian, percorreremo il canyon del Debed,  raggiungeremo le pendici del monte Ararat, varcheremo il passo Selim e l’omonimo caravanserraglio, antica tappa della Via della Seta, passeremo una notte a 2000 metri sulle rive del lago di Sevan, il “mare d’Armenia”, concluderemo il nostro viaggio a Erevan, una città sovietica unica nel suo genere.

Un viaggio on the road, votato all’informalità, con spostamenti quotidiani (ma senza esagerare). In compagnia e con gli approfondimenti degli ideatori del Festival delle Geografie e della loro passione per il viaggio e per queste terre.

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PROGRAMMA DI VIAGGIO

1 – martedì 22 luglio 2025

  • Volo Malpensa 16:10 – Tbilisi 22:25
  • Transfer all’hotel
  • Pernottamento a Tbilisi

2- mercoledì 23 luglio 2025

  • Mattino visita guidata in italiano
  • Pranzo e tempo libero in città
  • Cena e pernottamento a Tbilisi

Tbilisi, città cosmopolita e vera capitale dell’intero Caucaso meridionale, è la migliore introduzione alla diversità culturale che incontreremo nel nostro viaggio: in pochi chilometri, nello stretto dispiegarsi di vicoli, case cadenti, scale e pergole di vite, si possono incontrare chiese ortodosse, cattoliche, chiese gregoriane armene, sinagoghe, moschee.

Dalla finestra spalancata sul fiume, Tbilisi, nella caligine della prima luce, è come il sogno di una città: le rovine di un antico castello, la guglia di un vecchio campanile, le case attaccate alla roccia come fossero nidi di aquile giganti, gli intarsi di legno, come merli che ornano i balconi delle eleganti residenze lungo il fiume. Una gioia trovarsi dinanzi alla diversità della fantasia, dinanzi a una città che ogni volta ha saputo rinnovarsi sulle rovine della precedente!

Tiziano Terzani, “Buonanotte signor Lenin”

3 – giovedì 24 luglio 2025

  • Colazione e partenza verso Kazbegi
  • Stop lungo il percorso ad Ananuri e Monumento amicizia Russia-Georgia
  • Arrivo e sistemazione a Kazbegi
  • Pranzo libero
  • Nel pomeriggio piccolo trekking o servizio jeep alla chiesa della Trinità di Gergeti
  • Cena e pernottamento a Kazbegi

Lungo la strada militare georgiana, fondamentale arteria di collegamento tra mondo russo e medio oriente, dalla capitale saliremo fino a Kazbegi. Sosteremo per una visita al complesso architettonico del XVI secolo di Ananuri e ci fermeremo a dare un’occhiata al Monumento dell’amicizia russo-georgiana. Il monumento realizzato dall’artista Zurab Cereteli nel 1983 celebrava il bicentenario del trattato di Georgievsk e l’amicizia tra i popoli della Repubblica Socialista Sovietica Georgiana e della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa. Oggi non è molto gradito in patria, ma conserva il suo fascino e vedute incantevoli sulla Valle del diavolo.

A Kazbegi fino al 2015 non arrivava la strada asfaltata, il villaggio è ormai alla frontiera, mancano pochi chilometri al confine russo, attorno si ammira in tutta la sua maestosità il panorama dell’alto Caucaso. Dal paese, a piedi (un’ora di cammino in salita) o in jeep, si può raggiungere la chiesa della Trinità di Gergeti a 2.170 mt di altezza. Tempo permettendo lo sguardo si allunga ad uno dei ghiacciai più alti del Caucaso, quello del monte Kazbek (5047m).

4 – venerdì 25 luglio 2025

  • Colazione e partenza
  • Rientro nella capitale con fermata al Monastero di Jvari e Mtskheta, antica capitale fino al V sec d.C.
  • Pranzo libero a Mtskheta
  • Rientro a Tbilisi e tempo libero
  • Cena e pernottamento a Tbilisi

Scendiamo dalla Strada Militare Georgiana facendo sosta a Mtskheta, capitale fino al V sec. d.C. Qui i georgiani si convertirono al cristianesimo nel 317 d.C.

In città sono presenti due siti patrimonio mondiale dell’UNESCO: la Chiesa di Jvari (VI sec) e la Cattedrale di Sveti Tskhoveli (XI sec). La cattedrale di Sveti Tskhoveli, la seconda più grande della Georgia è, a detta di Kapuściński (nelle pagine di “Imperium”), tra quelle dell’undicesimo secolo, la meglio conservata al mondo. La leggenda narra che all’architetto progettista dell’edificio venne poi tagliata una mano per ordine di Re Giorgio, affinché non eguagliasse più con la sua opera una bellezza simile. La cattedrale ha così subito pochissimi rimaneggiamenti.

Poco fuori città, in alto a un colle, con bella vista sulla confluenza tra il fiume Kura e un suo affluente, c’è il monastero di Jvari.

5 – sabato 26 luglio 2025

  • Colazione e partenza per Monastero di Davit Gareja
  • Visita al monastero e piccolo trekking per visitare alcune chiese rupestri
  • Sosta in un luogo lungo la strada per pranzo
  • In seguito soste al Monastero di Akthala e arrivo ad Haghpat
  • Cena e pernottamento a Haghpat

Giornata on the road, prima verso il confine con l’Azerbaigian e il complesso monastico di David Gareja, nella regione del Kakheti, sulle pendici del monte Gareja. Il complesso comprende centinaia di celle, chiese, cappelle, mense e locali di abitazione scavati nella roccia. Il Monastero di Lavra è tuttora abitato da alcuni monaci in permanenza nella parte georgiana. Qui si deve fare un piccolo trekking per visitare alcune delle molte chiese rupestri. Il paesaggio attorno apre a vedute predesertiche.

Si riprende la strada  verso il confine con l’Armenia. I paesaggi attorno meritano il viaggio. Dopo aver superato il confine si fa una sosta al monastero fortificato di Akhtala, uno dei migliori esempi dipittura muraria nell’Armenia medievale. Il monastero è contornato da un sito di estrazione mineraria di epoca sovietica, che rende questo luogo una surreale sintesi di molte vicende caucasiche. Il monastero di Sanahin è invece un gioiello sia per il valore architettonico, che per il bucolico villaggio che gli sta attorno e dove ci fermeremo per la notte. Splendide le vedute sul canyon del Debed.

6 – domenica 27 luglio 2025

  • Colazione e partenza per Goshavank  
  • Visita del monastero e possibilità piccolo trekking (3 km) per raggiungere il lago di Gosh
  • Pranzo libero a Gosh
  • Trasferimento nel pomeriggio verso il lago e visita del monastero di Sevanavank
  • Cena e pernottamento sul lago

Riprendiamo la strada costeggiando il canyon del Debed e i relitti dell’industria di lavorazione del rame. Sulla via per il lago Sevan attraverseremo la città sovietica di Vanadzor, con la sua miriade di ciminiere. Lungo la strada su altipiani sconfinati incontreremo pochi villaggi, galline, strade sterrate, pascoli, staccionate. Ci fermeremo per una visita al monastero di Goshavank e dal villaggio in tre chilometri potremo raggiungere il lago di Gosh, una piccola perla blu in mezzo a boschi che cambiano colore in ogni stagione. Infine planeremo sul lago di Sevan, dove un monastero secolare si staglia sulle distese blu di uno dei laghi d’alta quota più estesi al mondo. Sosteremo per la notte in un hotel in riva al lago.

7 – lunedì 28 luglio 2025

  • Colazione e partenza
  • Visita al cimitero di Noraduz
  • Visita al caravanserraglio di Selim
  • Visita al monastero di Noravank e pranzo al ristorante ad Areni
  • Cena e pernottamento a Erevan

Al mattino si parte costeggiando il Sevan e fermandosi a Noraduz, dove si trova un cimitero medioevale con un gran numero di khachkar, le croci di roccia intarsiata che punteggiano tutto il paesaggio armeno. Lasciandoci il lago alle spalle imboccheremo la discesa verso Areni. Ci fermeremo per una sosta al caravanserraglio di Selim, testimonianza del passaggio delle antiche vie della seta e affacciato sui rilievi aridi del Vayots Dzor, una delle regioni più scenograficamente appaganti dell’Armenia.

Pranzeremo ad Areni, vera capitale del vino armeno, dove ci sono cantine che vantano secoli di attività. Gli armeni litigano spesso con i georgiani su chi abbia inventato per primo il vino: lasciamo risolvere a loro la disputa e limitiamoci ad assaggiare. Poi visiteremo il monastero di Noravank, uno dei più begli esempi di architettura religiosa armena.

8 – martedì 29 luglio 2025

  • Colazione e partenza
  • Visita nel primo mattino a monastero Khor Virap
  • In seguito verso Garni con fermata all’Azat Lake View Point
  • Visita al tempietto di Garni
  • Pranzo libero a Garni
  • Visita Monastero di Ghegard
  • Rientro verso la capitale
  • Cena e pernottamento a Erevan

Con la luce del primo mattino, in teoria la migliore per sperare in una apparizione dell’Ararat, ci spingeremo fino al confine turco per visitare Khor Virap, monastero fortezza situato a pochi km dalla capitale. Il monastero conserva le impronte del passaggio di S. Gregorio, l’eremita a cui si attribuisce la conversione al cristianesimo del paese. Gli armeni sottolineano spesso di essere stati il primo paese ad adottare il cristianesimo come religione ufficiale nel 301 d.C. (o poco più tardi).

Dalle pendici dell’Ararat prenderemo la strada per Garni con un breve stop fotografico al lago Azat, con vedute incantevoli sullo skyline minerale armeno.

A Garni si trova una delle poche tracce rimaste dell’architettura precristiana in Armenia. Il tempietto del periodo ellenistico di Garni, che in realtà ospita una tomba, si affaccia su una gola strettissima percorsa da un torrente. Stesso paesaggio reso ancora più spettacolare dalla presenza di grotte e celle rupestri si presenta poco lontano, a Geghard, monastero antichissimo che custodisce una fonte le cui acque hanno per gli armeni proprietà miracolose. Si rientra poi nella capitale.

9 – mercoledì 30 luglio 2025

  • Colazione
  • In mattinata visita guidata in italiano
  • Pranzo e tempo libero in città
  • Nel pomeriggio transfer all’aeroporto
  • Volo di rientro 17:30 Erevan  → 20:10 Malpensa

L’ultima giornata è dedicata alla capitale armena. Erevan è uno dei centri urbani del mondo continuamente abitati più antichi. Passeggiando per le sue vie, però, si vedono pochi segni che richiamano ai suoi quasi tremila anni di storia. La città spicca per le sue costruzioni di tufo rosa edificate in epoca staliniana che fanno percepire una certa armonia, tra viali immersi nel verde, due enormi piazze e gli edifici delle istituzioni politiche e culturali in stile neoclassico. Erevan è una sorta di variante nazionale del realismo socialista frutto dell’opera dell’architetto Aleksandr Tamanian.

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