
Michele Marziani dialoga con Lorena Ferrari, accompagnati dalle letture di Michele Isman
Nel basso corso del Po, vicino a Ferrara, vive una comunità di pescatori di storioni: anarchici, miscredenti, uomini di fiume legati a riti, abitudini e saperi antichi. A sconvolgere il loro mondo arriva un misterioso ex giardiniere russo, convinto di poter pescare gli storioni a suon di musica. Da quel momento, tra le barche della golena, la pesca diventa rito, leggenda e forse follia.
Da qui prende forma un romanzo che scorre tra paesaggio, memoria e Storia. Sullo sfondo della Seconda guerra mondiale, delle leggi razziali e dei cambiamenti ambientali, la vita quotidiana del fiume si intreccia con la fine di un universo: quello dei pescatori del Po, dello storione e del caviale ferrarese.
Con leggerezza e malinconia, Michele Marziani, autore de “La danza del grande fiume” di Bottega Errante edizioni, racconta un pezzo di Novecento attraverso gli occhi di chi vive sulle rive del grande fiume. Il Po diventa così non solo scenario, ma personaggio: luogo di lavoro, mistero, sopravvivenza e trasformazione. Una storia di comunità, resistenza, memoria materiale e immaginario fluviale, dove lo storione assume la forza simbolica di una creatura leggendaria e il caviale diventa il pretesto per raccontare un mondo scomparso.