Il racconto del secondo viaggio del Festival delle Geografie
Dal 16 al 26 luglio 2026 si è svolto il secondo viaggio del Festival delle Geografie, quest’anno in collaborazione con ViaggieMiraggi, un percorso di dieci giorni attraverso Georgia e Turchia orientale che ha attraversato le montagne del Grande Caucaso e gli altopiani dell’Anatolia orientale, toccando terre di confine e di incontro/scontro tra culture diverse: il mondo georgiano, le comunità curde, quelle turche, le tracce dell’antico regno d’Armenia.
Questa collaborazione con ViaggieMiraggi nasce da una visione condivisa: il viaggio, se pensato e accompagnato con cura, resta uno dei modi più efficaci per fare esperienza diretta delle geografie del mondo, andando oltre la superficie dei circuiti turistici per entrare in relazione autentica con i luoghi, la loro storia e le comunità che li abitano. Non semplici itinerari, ma occasioni di incontro e di conoscenza, accompagnate da guide e mediatori locali capaci di restituire la complessità dei territori attraversati. Il gruppo è stato guidato da Marco Carlone, accompagnatore di ViaggieMiraggi, giornalista e documentarista, e da Alfio Sironi del Festival delle Geografie, insieme a Nana Zardiashvili, guida locale che ha seguito il gruppo nei giorni georgiani.
Il viaggio è partito da Kutaisi, cuore dell’antica Colchide, per inoltrarsi nello Svaneti fino a Ushguli, uno degli insediamenti permanenti più alti d’Europa, tra torri medievali, ghiacciai e villaggi che stanno vivendo i primi cambiamenti portati dal turismo. Da qui il percorso ha toccato Mestia, Zugdidi – con una breve visita al confine con l’Abcasia – e il complesso rupestre di Vardzia, scavato nella roccia nel XII secolo per volere della regina Tamara.
Attraversato il confine turco, il gruppo ha proseguito verso la città di frontiera di Kars – con i suoi strati di storia armena, ottomana e russa – e le rovine di Ani, antica capitale del regno armeno dei Bagratidi. Non è mancata una giornata di trekking e relax all’aria aperta sulle rive del il lago Çıldır. Il viaggio si è chiuso con un tratto sul Doğu Express, una delle tratte ferroviarie più belle dell’intera Anatolia, fino a Erzurum.
Un’esperienza raccontata giorno per giorno, con sguardo attento, da Carla Caccia, una delle partecipanti. Carla, professoressa di letteratura italiana, traduttrice dal romeno e viaggiatrice per passione, ha infatti tenuto un diario di viaggio quotidiano pubblicato su Polarsteps. Per rivivere il viaggio attraverso le sue parole e le sue immagini basta cliccare su questo link.


















