Alessandro Ricci, professore di geografia politica, in dialogo con Arianna Bettin
L’attuale fase geopolitica, fatta di conflitti regionali che compongono un enorme arco di crisi globale, è fortemente caratterizzata dall’incertezza relativa alle alleanze strategiche, alle geografie politiche in continuo cambiamento e alla centralità delle risorse naturali usate anche come vere e proprie armi.
L’intervento si focalizzerà sulla nota distinzione geopolitica tra terra e mare, evidenziando come nelle guerre contemporanee le risorse idriche, intese sia nella loro accezione di accessibilità e di strumento vitale sia in quella di impedimento, siano sempre più dirimenti.
L’acqua gioca oggi un ruolo strategicamente cruciale: dai flussi migratori che attraversano il Mar Mediterraneo, agli stretti marittimi come quello di Hormuz o di Bab el-Mandeb, una parte consistente del dibattito politico e della conflittualità moderna si snoda attorno ad essa.
Il conflitto Usa e Israele contro l’Iran, l’alleanza tra Israele e Somaliland per una proiezione macroregionale verso il Golfo di Aden, gli attacchi degli Houthi contro le navi occidentali in transito nel Mar Rosso, la proiezione strategica israeliana verso il fiume Giordano a Est, il fiume Litani in Libano e il controllo delle risorse idriche ai danni dei palestinesi e con finalità di occupazione territoriale rappresentano solo alcuni degli elementi più eloquenti della centralità strategica dell’acqua nell’attuale geopolitica mondiale.
Giovedi 17 settembre ore 20.30 vai al programma
