Luca Puddu, professore di Storia dell’Africa, in dialogo con Anna Ortica

L’intervento illustra il rapporto tra proiezione di potenza, costruzione dello stato e politiche di sfruttamento dei corsi idrici in Africa, analizzando il caso del fiume Nilo e della competizione per il suo controllo tra gli stati rivieraschi.
Dalle dighe coloniali ai grandi progetti infrastrutturali contemporanei, il Nilo è da oltre un secolo terreno di scontro e negoziato tra i Paesi che ne condividono il bacino: Egitto, Sudan, Etiopia ed Eritrea, oltre agli stati dell’Africa orientale e dei Grandi Laghi.
L’acqua diventa così risorsa strategica e strumento di potere: chi controlla le sorgenti e i corsi d’acqua può condizionare lo sviluppo agricolo, energetico e demografico dei vicini, ridisegnando equilibri regionali e rapporti di forza tra stati.
Il caso della Grande diga della rinascita etiope (GERD), oggi al centro di una disputa diplomatica con Egitto e Sudan, mostra come la gestione delle risorse idriche resti un nodo cruciale per la sovranità e la sicurezza nazionale dei Paesi del bacino del Nilo, e come la geografia fisica continui a intrecciarsi con le strategie politiche e con la storia, anche recente, della regione.

Domenica 20 settembre ore 18.00 vai al programma