Il secondo viaggio del Festival delle Geografie ci porterà in terre dai confini incerti

Anche quest’anno torna il viaggio del Festival delle Geografie, per la prima volta realizzato in collaborazione con ViaggieMiraggi. Una partnership che negli anni si è consolidata in un rapporto di reciproco sostegno e crescita: il Festival e ViaggieMiraggi condividono infatti uno stesso modo di intendere il viaggio, come esperienza di conoscenza, incontro e responsabilità, capace di connettere territori, comunità e narrazioni.

L’itinerario riprende idealmente il percorso iniziato la scorsa estate, attraversando territori di frontiera, crocevia di culture e storie millenarie. Il viaggio si snoda tra il Caucaso e l’Anatolia orientale, tra Georgia e Turchia, accompagnati da Marco Carlone, giornalista e documentarista, e Alfio Sironi, docente di geografia e parte della squadra che organizza il Festival.

Si parte dall’Alto Caucaso, nel cuore dello Svaneti, dove visiteremo Ushguli, tra gli insediamenti permanenti più alti del Caucaso (2200 metri). Qui saremo ospitati in famiglia, immersi in un paesaggio straordinario fatto di natura rigogliosa e villaggi remoti, punteggiati dalle iconiche torri difensive d’epoca medievale.

Proseguendo verso sud, attraverseremo scenari montani selvaggi fino al confine turco, lungo antiche vie di passaggio tra imperi. Faremo tappa a Vardzia, spettacolare complesso monastico del XII secolo scavato nella roccia del monte Erusheti, affacciato sulla valle del fiume Kura.

Entrati in Turchia, raggiungeremo il Lago di Çıldır, a 2000 metri di altitudine, il più grande lago d’acqua dolce dell’Anatolia. Qui avremo tempo per un trekking fino al suggestivo Castello del Diavolo e per una notte in altura ideale per osservare le stelle.

Il viaggio prosegue verso Kars, città multietnica e stratificata, resa celebre anche dal romanzo “Neve” di Orhan Pamuk. Antico centro dell’Armenia storica, Kars porta ancora oggi i segni delle molte dominazioni che l’hanno attraversata.

Da qui visiteremo Ani, luogo leggendario immerso nella steppa: tra le rovine battute dal vento emergono i resti di una città che oltre mille anni fa fu capitale del Regno d’Armenia e contava quasi 100.000 abitanti, rivaleggiando con Costantinopoli. Ripercorreremo la sua storia, emblematica delle complesse vicende di queste terre di confine.

L’ultima tappa sarà Erzurum, raggiunta in treno: uno sguardo finale su un’autentica città anatolica prima del rientro.

Durante tutto il viaggio, privilegeremo un’esperienza autentica e sostenibile: dormiremo presso famiglie e in piccoli alberghi a conduzione locale, accompagnati da guide del territorio. Un modo per entrare in contatto diretto con le comunità e comprendere più a fondo i luoghi attraversati, condividendo il percorso in compagnia degli organizzatori del Festival delle Geografie.

Qui potete prendere visione dell’intero programma di viaggio e delle condizioni economiche.

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Chi desidera iscriversi al viaggio può inizialmente inviare – entro il 28/03/2026 – nome, cognome, indirizzo e-mail e numero di telefono all’indirizzo info@festivalgeografie.it in seguito verrà ricontattato da ViaggieMiraggi per definire la sua partecipazione.