Matteo Meschiari, geografo e antropologo, in dialogo con Duccio Facchini, direttore di Altreconomia

Quaranta mappe per illustrare una complessità umana che è alla base della complessità politica della Palestina, per cui, come per nessuna altra terra, vale l’adagio “la mappa non è il territorio”, un territorio in continua mutazione.

Attraverso le pagine di “Mappe di Palestina“, edito da Bollati Boringhieri, indagheremo come nessuna regione geografica abbia una tale sovrapposizione di significati cartografici, storici, antropologici e umani come la Palestina. Lo sguardo di un geografo e antropologo ci aiuta a capire meglio i sogni, le paure e le speranze di una delle terre più martoriate della storia.

“Prendiamo l’immagine satellitare della Cisgiordania, a sinistra del fiume Giordano, un po’ più a nord tra il Lago di Tiberiade e il Mar Morto. “Se zoomiamo un po’ di più cominciamo a vedere fra le colline erose, le strade sterrate, qualche campo fantasma. A un certo punto appare un nome, Khirbet Samra, due case, alcune baracche, verosimilmente delle stalle, una macchina bianca. Un minuscolo villaggio che ai primi di luglio del 2025 è stato distrutto dai coloni israeliani, obbligando cinquanta famiglie ad andarsene. Anche l’immagine che vediamo corrisponde a una realtà che non esiste più”.

Giovedi 17 settembre ore 19.30 vai al programma