LUNEDÌ 7 aprile 2025, Dino Gavinelli, con la lectio magistralis “L’Unione Europea nel mondo mutato” ha dato seguito al ciclo di cinque conferenza che ha caratterizzato la terza edizione di “Connessioni – geografia, storia e geopolitica in un mondo intrecciato“
L’Unione europea (UE) e i suoi antenati (CECA e CEE) hanno portato più di 50 anni di stabilità e pace in gran parte del “Vecchio continente”.
Essa svolge un ruolo importante sul piano diplomatico e si presenta come elemento propulsore per la democrazia, le libertà fondamentali e lo stato di diritto.
Tuttavia, l’UE non è ancora una potenza “completa” al pari di USA, Russia o Cina perché continua a non risolvere alcune sue debolezze politiche e strategiche. Le idee pacifiste, federaliste e democratiche che hanno ispirato e continuano ad ispirare il percorso dell’UE sono progressivamente passate in secondo piano e a vantaggio di pratiche neo-funzionaliste e neo-liberiste, visioni burocratiche rigide, interventi che non tengono conto delle varietà socio-territoriali dell’Unione, legislazioni e pratiche calate dall’alto e promosse da potenti élite economiche e politiche che operano dentro e fuori dai suoi confini.
Anche il crescente scetticismo proveniente dal basso e le diverse forme di populismo presenti in molti stati contribuiscono ad indebolire il progetto e l’operatività dell’UE, a chiedere il ritorno di alcune competenze agli stati membri, di pretendere posizioni più connotate in senso nazional-identitario e di controllo dei flussi migratori.
A completare il quadro sono intervenute le conseguenze della pandemia da Covid 19, i nuovi aspetti della globalizzazione e il nuovo quadro geopolitico intervenuto alle diverse scale geografiche. L’intervento cercherà di evidenziare alcune delle contraddizioni che sperimentano nel presente l’UE e i diversi paesi impegnati nella costruzione del cosiddetto “progetto europeo” e alcuni possibili scenari futuri.