La terza edizione de Il Libro del Mondo sarà dedicata al mare come spazio vissuto.

Confermate le date: dal 16 al 19 settembre 2021

Nel riverbero accecante del meriggio, quando il mare è tutto barbagli, non si vede niente ed è un incanto, l’epifania degli dei scrive Claudio Magris in Un altro mare restituendo lo stupore, la meraviglia e il senso di incognito e di infinito che proviamo quando scrutiamo il mare. Quanta letteratura si è interrogata rimirandone le onde, quanta ne hanno riempito di sfumature e atmosfere le sue acque salate.

Il mare ci interroga, come sorridendo dimostra il titolo che abbiamo trafugato da Oceano mare di Alessandro Baricco e voluto dare alla prossima edizione de Il libro del mondoil Festival delle Geografie di Villasanta (MB), che quest’anno andrà in scena per la terza volta. Si tratta di un titolo giocoso e provocatorio, che ci porterà a concentrarci su un elemento base della vita come è l’acqua e sulla centralità e importanza delle grandi distese blu nel determinare i destini dei popoli e il mondo in cui viviamo.

I greciscriveva Jean Claude Izzo, in Marinai Perduti avevano tante parole per definirlo: “Hals, il sale, il mare in quanto materia. Pelagos, la distesa d’acqua, il mare come visione, spettacolo. Pontos, il mare spazio e via di comunicazione. Thalassa, il mare in quanto evento. Kolpos, lo spazio marittimo che abbraccia la riva, il golfo o la baia…

Con questa edizione del Festival vogliamo immergerci, entrare in mare, guardare da lì, farci un nuovo vocabolario. Non più solo acqua come fascia blu interposta, solcata distrattamente come se fosse la stessa in ogni luogo, come se avesse un’unica faccia da trovare in ogni sperduta baia del mondo. Il mare è spazio vissuto, sono tanti luoghi quanti sono i marinai, i pescatori, i lavoratori delle piattaforme petrolifere, i bucanieri, gli studiosi, gli sportivi, gli umani e gli altri viventi che lo abitano e lo frequentano. Il mare ha i suoi paesaggi e vorremmo scoprirli perché ne sappiamo davvero poco, noi terrestri.

Come per ogni esercizio di buona geografia, anche quest’anno, cercheremo in primo luogo di sconfessare alcuni luoghi comuni, capovolgere la visuale, ma anche di raccontare storie vere e importanti, immaginarie e meravigliose. Lo faremo come sempre attraverso presentazioni, discussioni, momenti di formazione, spettacoli, film, fotografie, letture e, se sarà possibile, attraverso giochi e laboratori per tutte le età. Anche questa volta navigheremo il tema seguendo più rotte, muovendoci nello spazio e nel tempo, nella speranza di dare sempre qualche strumento in più per leggere e orientarsi tra le pagine del Libro del Mondo.

per approfondire il tema della terza edizione del Festival